Maggio 25, 2008...10:26 pm

“Sema of the Cloud” (Il seme della Nuvola)

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sema of the cloud

Ming-sho Tang(Taiwan, 1979~)
Tecnica: Dipinto a olio

<< He has scourged the Sea till her mighty breast
Responds to his heart’s fierce beat,
And has torn brave souls from their bodies frail
To fling them at Allah’s feet. >>
William Hamilton Hayne, “A Cyclone at Sea”


Ciascuno di noi, a Taiwan, porta con sè, sin dall’infanzia, ricordi di cicloni. La sera prima che un ciclone colpisca quest’isola, i più avventurosi tra noi escono fuori o vanno in spiaggia a sentire il potere del vento. Notti senza elettricità, strade che diventano fiumi – i cicloni sono come divinità che ci fanno visita, puntualmente, ogni estate. Un ciclone si forma al di sopra dei mari tropicali a causa del calore del sole e dell’evaporazione dell’acqua di mare: è una danza di nuvole, un vortice continuo. L’occhio del ciclone è come la mente di un danzatore Sufi, è il posto in cui le energie naturali scorrono senza impedimenti. I cicloni portano l’acqua e l’energia dell’Oceano dei Tropici verso altre latitudini, verso Nord. Sulla loro strada, tutti gli esseri viventi cessano le loro attività e trovano riparo. Impotenti di fronte al potere della natura, gli esseri umani danno un nome a ciascun ciclone per seguirne lo sviluppo e per lamentarsi del danno che lascerà, impietoso, al suo passaggio. Sapete che i nomi dei cicloni sono stati scelti soprattutto nei paesi dell’Oceano Pacifico dove accadono più di sovente? Per esempio, il nome “Krosa” significa “airone” in Cambogia, “Mindlle” è la parola coreana per “tarassaco”, “Nari” sta per “giglio” e “Talim” è una parola filippina che significa “lama”. Ci sono altri nomi ancora, i cui significati sono “Via Lattea”, “agata”, “ala”, “elefante”, “dea”, “occhi”, “crepuscolo rosso”, “eco”, “fico”, “albero del pane” e “vagabondo.” Nel lavoro per il container, tali nomi, simboli di terribili cicloni, formano il fertile paesaggio di quest’area del Pacifico. Ma sono questi bei luoghi a diventare terreno di caccia dei cicloni, ogni estate. In uno stile che ricorda le pergamene da calligrafia, il lavoro rappresenta il viaggio di un ciclone e il viaggio di un fiume dalla sua fonte all’Oceano. Ideogrammi cinesi si fondono con il paesaggio e il pennello cinese viene usato per rappresentare l’immaginazione con cui la gente di isole come Taiwan fa fronte alle drastiche condizioni atmosferiche.

Location: Porto antico (Ge)

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